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Archivio di Marzo, 2008

8
Mar

Londra - Istituto Italiano di Cultura - 8 marzo 2008

Posted in Concerti  by admin

ANTONELLO MAIO IN CONCERT

Scarlatti, 4 Sonate

Chopin, Sonata  op.35

Scarlato, Disease ( World Premiere)

Scriabin, Sonata n.4

Prokofieff, Sonata n.2

Di Michele Merenda

I locali dell’Istituto Italiano di Cultura hanno ospitato, giovedi’ 8 marzo, il concerto di musica classica tenuto dal pianista Antonello Maio. L’evento e’ stato organizzato dal compositore italiano Dimitri Scarlato di cui Maio ha eseguito un brano intitolato Disease. Calabrese di nascita e romano di adozione, Maio e’ cresciuto musicalmente in Svizzera ed in Francia, dopo essersi diplomato al conservatorio nel 1993. Oltre ad aver preso parte a numerosi festival musicali, il talentuoso 35enne ha avuto l’onore di suonare nel 2005 con la Ennio Morricone Orchestra, durante la tournée in Giappone.
Dalla scaletta proposta si e’ potuto subito evincere che Maio, oltre ad essersi interessato ai compositori russi ed italiani del primo ’900, ormai e’ nettamente proiettato verso l’esecuzione della musica contemporanea.

Quello londinese si e’ rivelato comunque un ottimo banco di prova. Forse, per sua stessa ammissione, all’inizio e’ partito un po’ contratto; una contrazione non solo fisica ma anche emotiva, che ha raggiunto il suo apice durante l’esecuzione della Sonata Op. 35 di Chopin. Ma questi, per le sue sottili sfumature interpretative, e’ sempre stato un “osso duro”. Forse, Rubinstein rimane l’unico suo grande interprete.

Dopo di cio’, fine delle critiche. Le cascate di note dei pezzi di Prokofiev e Scriabin sono state eseguite con animosita’ e trasporto. Grandi complimenti da parte del pubblico al Maestro Maio ed applausi a scena aperta, da parte di una platea che ha assistito in religioso silenzio.
Antonello, a quanto pare sei molto interessato alla musica contemporanea. Cominciamo con una domanda cattiva: spesso i contemporanei si concentrano su una ricerca avanguardistica: non pensi che cio’, se paragonato ai Grandi del passato, vada tutto a discapito del fattore emotivo?

E’ senz’altro vero che un atteggiamento di avanguardia allontana dall’emotivita’. Non e’ stato il caso dei brani di stasera, ma comunque questa ricerca della struttura tecnica del pezzo, che si preclude tante altre cose importanti, e’ insito in certa musica contemporanea; io con alcuni brani ho dovuto sudare. Mi e’ successo di fare un uso delle mani improprio per un pianista, come pizzicare direttamente le corde del piano. Anche se tutto cio’, alla luce delle nuove sperimentazioni, e’ del tutto superato. Ripeto, e’ insito nei compositori contemporanei avanguardistici alienarsi da certe emozioni. A loro non interessa altro che esprimere cio’ che sentono in quel momento, ne’ puo’ interessare cosa ne pensino gli altri. Gli unici a rimetterci sono gli ascoltatori. Comunque, 20 anni fa si sperimentava di piu’ ed in maniera molto piu’ dissacratoria.

Credi che la situazione da te descritta sia una problematica riguardante tutta l’arte contemporanea?

Non saprei con esattezza. Sai, io sono un pianista e cerco di comunicare qualcosa a chi mi ascolta. A mio modo mi ritengo un artista e l’arte la vedo prevalentemente in un’ottica comunicativa. Fino a quando si rimane nell’ambito visivo, in realta’, non ci sono grandi problemi. Questi nascono quando l’energia diviene suono e non ci sono piu’ immagini a cui fare riferimento. Ecco, questo secondo me e’ l’ostacolo piu’ difficile da superare, quello che crea realmente le maggiori problematiche.

Stasera hai eseguito delle partiture di Chopin che trasudavano grandi emozioni. Secondo te, si evince dalla musica di questo compositore il grande turbamento d’amore?
Beh, la sua vita non e’ stata affatto facile. Non si sentiva corrisposto, aveva problemi di salute… ed aveva tante paure. Quella principale, incredibile a dirsi, era di suonare in pubblico. Era un perfezionista ed i suoi concerti, in un anno, erano tre o quattro e si registrava sempre il tutto esaurito. Tanto per dire, era solito attaccare con i pezzi di Bach. Pochi sanno che Chopin riusciva a comporre la sua musica di getto e vi riusciva perche’ trasferiva sullo strumento tutto cio’ che aveva dentro. Il dramma era, poi, tornare indietro e recuperare esattamente quanto concepito poco prima e, magari, fare un opportuno lavoro di “limatura”.
Stasera hai concesso un meraviglioso bis con un pezzo di Bach. Questo compositore barocco e’ stimato e studiato da tutti i musicisti: partendo da quelli classici, passando per quelli jazz e finendo con quelli heavy metal. Perche’?

Il motivo e’ da ricercare nella struttura stessa delle composizioni di Bach. Il suo era un processo compositivo totalmente atemporale. Lo stile basato sul contrappunto e’ un qualcosa di assoluto. Ci sono dei percorsi sonori che, con le loro concatenazioni, sembrano astoriche, sembrano non essere inserite in nessuna epoca… ed allo stesso tempo in tutte. Ecco perche’ diversi musicisti attingono da Bach: perche’ ognuno puo’ estrapolare la parte che maggiormente si confa’ al proprio genere, sicuri che si tratti di qualcosa di assolutamente unico.

Ascolti altri generi musicali?

Io ascolto tutti i generi musicali. Mi piace molto il jazz. Amo pianisti come Thelonius Monk, Michael Petrucciani e Keith Jarrett.

Proprio quest’ultimo ha collaborato con Morricone. Parlaci della tua esperienza con questo famoso compositore italiano.

E’ una persona lucidissima e con un grande talento. Grande quanto la sua severita’. Sia che si tratti di una prova o di un concerto, Morricone pretende la massima serieta’, concentrazione e precisione. E’ un grande conoscitore della Musica. Una volta mi fece notare che in una sua composizione aveva inserito un pezzetto estrapolato proprio da Bach. Secondo lui il vero musicista e’ chi riesce a cogliere qualcosa dagli altri, elaborarlo e poi riuscire a farlo divenire proprio….

A questo punto Antonello viene “prepotentemente” richiesto dagli ospiti che lo vogliono conoscere di persona. Sarebbe stato bello continuare a discutere con una persona tanto competente ed ammodo, ma preferiamo lasciarlo al suo meritato momento di gloria.

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